Storia

La Pineta di Pescara è conosciuta sin dall’ VIII sec. come punto di riferimento per i navigatori Bizantini che partendo da Ravenna, durante le tempeste vi trovavano rifugio.

Nel 1528, Carlo V concesse l’area all’attuale comune di Pescara, a favore della famiglia D’Avalos che né mantenne il possesso sino al XIX sec.
L’area è stata per secoli oggetto di continui passaggi di proprietà, ma non è mai stata utilizzata per nessun fine economico fino al 1653, con l’effetto di ridimensionare l’estensione della selva: infatti, gli alberi venivano abbattuti per vendere il legname e per guadagnare terreno da vendere a scopo edilizio. All’inizio del XVIII secolo, prima di questo processo di ridimensionamento lento ma inesorabile, si stima che la pineta fosse estesa per circa 3.000 ettari.
Nel’ 900, diventa luogo di identificazione della cittadinanza pescarese, infatti numerose personalità di grande fama si radunarono sotto i suoi pini, tra cui il famoso poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio, data la storica rappresentazione nel 1912 della “Figlia di Iorio” che da allora prese il nome di pineta Dannunziana.

Infine nel 2000 l’intera area fu sottoposta a tutela  in quanto Riserva Naturale di interesse provinciale “Pineta Dannunziana” con  gestione affidata alla Provincia di Pescara, passando al Comune di Pescara l’anno successivo.

Attualmente lav Riserva si estende per una superficie di 53 ettari circa, di cui solo 35 ettari restano dell’antica selva.