RISERVA INTEGRALE

La Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana si estende per 53 ettari nella porzione meridionale della città di Pescara, all’interno dell’area metropolitana di Chieti-Pescara; appare evidente che questa area, di cui 35 ettari spettano all’originale area della pineta, è un vero e proprio “polmone verde” in un contesto urbano esteso e tra i più densamente popolati d’Italia. La Pineta, conosciuta dagli abitanti anche come “Pineta D’Avalos”, è l’elemento identitario più forte della città sia culturale, sia storico e paesaggistico e luogo caro a personaggi illustri pescaresi come D’Annunzio, Flaiano, i Cascella e Antonelli.

Lo stesso simbolo della Riserva raffigura in effetti un ramo di pino stilizzato su sfondo circolare verde. Nonostante la configurazione territoriale tra edifici e strade piuttosto trafficate, la Riserva svolge diverse importanti funzioni dal punto di vista naturalistico-ecosistemico, oltre che offrire un luogo di frequentazione e rilassamento per la popolazione e permettere di divulgare le tematiche ambientali.

La Riserva appare suddivisa in 5 comparti ognuno con caratteristiche ben definite:

  • Il primo comparto è privato e caratterizzato da vegetazione ruderale e nitrofila essendo stata per molto tempo oggetto di calpestio (era presente un maneggio) insieme a un nucleo di bosco;
  • Il secondo comparto ospita servizi (bar-ristoro, servizi igienici), campo da bocce, giochi per bambini e casetta ritrovo per anziani;
  • Il terzo comparto presenta un’area attrezzata per bambini e alcuni sentieri (percorsi natura e sentiero circumlacuale);
  • Il quarto comparto presenta il campo da bocce, struttura per anziani, percorso vita attrezzato per la pratica di esercizi a corpo libero, area per bambini;
  • Il quinto comparto è per certi aspetti il più importante in quanto zona di riserva integrale, con bosco e sottobosco rappresentativi dell’antico mosaico vegetazionale dell’area.

Le caratteristiche vegetazionali e faunistiche sono trattate in dettaglio più avanti, ma appare necessario sottolineare l’elevata biodiversità presente all’interno: si va da ambienti più antropizzati a quelli naturali costituiti da distese prative, ampi arbusteti tipici della macchia mediterranei (e ormai sempre più diradati lungo la costa adriatica) e boschi mediterranei a dominanza di Pini (sono presenti ben tre specie del genere Pinus) per un totale di oltre 300 specie floristiche e oltre 100 animali. Tra gli ambienti antropizzati è bene ricordare anche il lago, di origine artificiale appunto, esteso per 1,2 ettari di cui 0,1 ettari occupati da un isolotto centrale ospitante un insieme di specie vegetali costituenti l’habitat ideali per la nidificazione di diverse specie di Uccelli tra quelle presenti. Altro elemento caratterizzante la Riserva è l’edificio dell’ex Aurum, collocato al centro geometrico dell’Area Protetta, che costituisce un bene di pregio di architettura industriale del XX secolo e oggi destinato a manifestazioni, mostre e convegni relativi alle attività della Riserva stessa.

Il vero punto di forza di questa Area Protetta è la posizione rispetto al sistema protezionistico abruzzese, infatti secondo una lettura dal punto di vista dell’ecologia del paesaggio siamo di fronte a una vera e propria patch (pezza), cioè un’area naturale di modeste dimensioni all’interno di un sistema urbanizzato. L’area è di fatto delimitata da strade, piuttosto trafficate, e da una ferrovia dismessa, nonché risulta circondata da numerosi edifici, utilizzati come esercizi commerciali e per finalità abitative, da uno stadio di serie A, vari impianti sportivi e un luogo adibito ad ospitare un ampio mercato all’aperto. La Pineta Dannunziana, poi, è suddivisa al proprio interno da 5 sub-patches, come sopra esposto. Purtroppo la crescente urbanizzazione ha eliminato la connessione con il mare, con la scomparsa di dune e cordoni sabbiosi che costituivano il naturale corridoio ecologico verso il litorale. Tenendo presente la massiccia urbanizzazione della costa adriatica, e in particolare del tratto centrale abruzzese, questa pineta risulta una vera e propria “oasi di verde” in grado di ospitare un’elevata biodiversità ornitica e configurandosi per questo gruppo animale, probabilmente, come una vera e propria stepping stone (pietra di guado) nel contesto paesaggistico e pianificatorio della rete di Aree Protette costiere abruzzesi, trovando un’area idonea alla sosta durante il periodo migratorio di lungo raggio ma anche per spostamenti tra le vicine aree tutelate o naturali trovando in essa riparo e nutrimento.